ANTONI GAUDÍ

l’architetto di Dio.
La vita e le opere dell’architetto di Barcellona.

Antoni Gaudí,
l'architetto che ha trasformato Barcellona.

ANTONI GAUDÍ È BARCELLONA OPPURE L’ESATTO CONTRARIO?
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Il 12 giugno 1926 sembrava che tutta Barcellona portasse il lutto: un corteo funebre lungo un chilometro aveva preso il via dall’ospedale della Santa Cruz nella città vecchia e si avviava lentamente verso la chiesa della Sagrada Familia.
Così si conclude la vita del massimo esponente del Modernismo catalano che ha anticipato espressionismo e altre avanguardie artistiche tra le quali il surrealismo.
Antoni Gaudí era già considerato da moltissimo tempo un eroe popolare, tanto che il governo aveva ordinato, con l’approvazione del Papa, la sua tumulazione nella cripta della chiesa ancora incompiuta (e non ancora consacrata!).
Doveva trovare la pace eterna nel luogo dove aveva lavorato per 43 anni, di cui gli ultimi 12 vivendo esclusivamente sul posto.
Il corteo funebre di Antoni Gaudì
3 giorni prima della sua morte era stato investito da un tram.
Nessuno lo riconobbe per la semplice ragione che pochissimi lo conoscevano di persona.
Alcuni tassisti si rifiutarono di trasportare all’ospedale cittadino, quell’uomo miseramente vestito. La pietà giunse da ignari passanti.
Una triste e strana fine per uno degli architetti più famosi di Spagna.
Prima pagina de "La Veu de Catalunya" del 12 giugno 1926 con il necrologio di Antoni Gaudí - proprietà En la Premsa de Aquel Dia -

Antoni Gaudí i Cornet,
La storia di un genio.

Nato in una famiglia operaia il 25 giugno del 1852 a Reus, nelle vicinanze di Tarragona, non passò un’infanzia agiata oltre a essere tormentato dalle malattie.
I dolori reumatici di cui soffriva gli impedivano di unirsi per strada con i coetanei potendo vivere la sua adolescenza in modo normale: trascorreva il tempo dedicandosi all’osservazione della natura, sua prima fonte di ispirazione per la sua sua futura professione.
Al maestro che spiegava come gli uccelli potessero volare grazie alle ali, il piccolo Antoni fece notare che anche le galline nel pollaio si servivano delle ali, però per correre!
La sua predisposizione nell’apprendere dai piccoli episodi quotidiani lo accompagneranno per tutta la vita e sarà la caratteristica fondamentale di tutte le sue opere. 
L'unica foto storia di Antoni Gaudí da giovane con la sua famiglia
La sua passione per l’architettura, maturata già nel periodo scolastico adolescenziale lo porterà successivamente a trasferirsi a Barcellona per studiarla.
Lluis Domènech i Montaner, suo insegnante, notando anche la sua tenacia fuori dal comune, non aveva dubbi in merito alla sua tesi accademica dichiarando: “Non so se abbiamo conferito il titolo a un pazzo o a un genio. Con il tempo si vedrà!”.
Si dice che Gaudí, con un pungente senso dell’umorismo, avesse confidato il giorno stesso a un suo amico: “…dicono che ora sono un architetto!”.
In effetti, ripensando all’affermazione del professore architetto Lluís Domènech i Montaner, non sarà l’unico a esprimere un tale giudizio: io stesso ogni volta che mi avvicino a una delle sue opere non riesco a trattenermi nel domandarmelo!
Fotoritratto di Antoni Gaudí nel decennio successivo la laurea in architettura.

La formazione stilistica e le idee di Antoni Gaudí.

Non più guidato da una chiave di lettura accademica e continuamente ispirato alla tradizione e alla natura, l’inizio del percorso lavorativo di Antoni Gaudí, seppur non ancora così rivoluzionario, fu enormemente facilitato dal clima culturale che si andava profilando in quel periodo storico
Tuttavia l’architettura europea si trovava in una fase di ricerca e totale apertura. Dopo la severa epoca del classicismo ci si cominciava a liberare dalle cosiddette “regole fisse”.
Il Romanticismo aveva predicato la libertà dei sentimenti e dai “giardini francesi” lineari e dal taglio geometrico erano subentrati i “giardini all’inglese”, spontanei e naturali.
Viene riscoperto e rivalutato il Medioevo, il Gotico riprese vita e allo stesso tempo maturò l’avversione al tratto lineare sfociando in un intreccio di linee ornamentali che sarebbero poi diventate una componente fondamentale dello Stile Liberty. 
E poi Barcellona era una città in piena espansione da quando nel 1854 le vecchie mura vennero abbattute per fare posto a un agglomerato urbano unico nel suo genere: il progetto dell’Eixample, voluto dall’ingegnere Ildefonso Cerdà.
Il rapido incremento demografico segnò lo sviluppo economico della città che nell’industria siderurgica e tessile aveva le sue colonne portanti. 
Il bell’Antoni dagli occhi azzurri e bionda e fluente chioma nonché elegante nei modi e nell’abbigliamento, poté interagire con la scena sociale barcellonese formando un suo preciso orientamento politico e ideologico potendo costruirsi una “platea” di papabili committenti.
Passeig de Gràcia - anno 1900 - su gentile concessione Sig. Ugo Manzoni www.historiagrafica.com
Crescita demografica, aumento del capitale industriale, rafforzamento della borghesia, furono la fortuna per il lavoro dell’architetto.
Il primo incarico che vi venne assegnato fu la progettazione dei lampioni per la Plaça Reial di Barcellona: una struttura a sette bracci ravvivata dalla moderna unione di pietra e ghisa. 
L’anno 1878 non fu importante solo per la conclusione del suo dottorato in architettura, ma soprattutto per l’incontro con l’industriale Eusebi Güell durante l’Esposizione Universale di Parigi.
Dalla cultura vivace, liberale ed economicamente ben piazzato, Güell incaricò più volte Antoni Gaudí potendo così soddisfare i propri capricci estetici.

Antoni Gaudí, l'artista nazionalista per eccellenza.

La Catalunya era politicamente caduta in un ruolo subalterno in netto netto contrasto con il suo glorioso passato.
La dominazione romana la trasformò in centro economico di primaria importanza e durante il Medioevo era diventata contea indipendente con lingua e proprio diritto.
Con l’ascesa del regno di Castiglia si andò riducendo l’autonomia arrivando, all’inizio del 19mo secolo, al divieto d’uso della lingua catalana nelle scuole…
Per i catalani il rifiorire del Medioevo e la riscoperta del gotico significava molto di più di un fenomeno culturale e artistico. Aveva un preciso e chiaro connotato politico.
Gaudí era catalano dalla testa ai piedi e si esprimeva solo in catalano, a costo di ricorrere a un traduttore per impartire le istruzioni ai suoi operai.
In tarda età arrivò a rifiutarsi di rispondere in Tribunale alle domande che vi furono poste in castigliano. Ma nonostante questo suo radicato nazionalismo non si iscrisse mai a movimenti o partiti precisi.
Un particolare degli interni di Palau Güell con una vetrata riproducente la Senyera catalana

I primi lavori di Antoni Gaudí
tra sogno, follia e innovazione.

La carriera di Antoni Gaudí, nonostante abbia preso avvio dalla commessa pubblica per i lampioni che troviamo in bella mostra in Plaça Reial si è sviluppata solo ed esclusivamente nell’edilizia privata borghese e in diversi progetti ecclesiastici.
Dei suoi innumerevoli progetti pubblici ci rimangono solo gli incartamenti mai realizzati. 
Il riconoscimento professionale non arrivò mai a livello istituzionale ma da mecenati privati che avevano intravisto in lui il genio.
Seppur la più grande impresa architettonica di Barcellona gli arrivò nel 1881 dall’Asociación Espiritual de Devotos de Sant José che aveva acquistato il terreno per la costruzione di una chiesa, la Sagrada Familia, l’architetto non rinunciò a nuovi cantieri e sodalizi.
In meno di 10 anni vedremo realizzati gli spettacolari  progetti come Casa Vicens, la casa di campagna El Capricho (nella provincia di Comillias in Cantabria) o Palau Güell.
Progetto di Francisco de Paula de Villar per la realizzazione della Sagrada Familia
Proprio sotto l’ala protettiva del mecenate Güell l’architetto diede vita ad alcune delle sue più celebri opere come i Padiglioni Güell, il Palau Güell e il Park Güell, dove la natura, la scultura e l’architettura si fondono in piena armonia. 
Ritratto di Eusebi Güell

Gli stili architettonici di Gaudí.

L’amicizia con l’agente di borsa Manuel Vicens e la conseguente commessa per la realizzazione della sua casa estiva ci consegna una idea degli elementi stilistici che hanno maggiormente influenzato Antoni Gaudí ovvero l’arte moresca già ampiamente nota in tutta la penisola iberica.
Non si tratta di una imitazione dell’arte moresca vera e propria: il tetto è si ricoperto di piccole torri che imitano il minareto delle moschee ma sono le maioliche le vere protagoniste dell’edificio consegnandoci  i motivi a filigrana degli edifici arabi in forma del tutto originale.
Il legame stilistico più adeguato è il “mudéjar” una espressione artistica che condensa l’architettura spagnola con quella araba dove l’elemento più caratterizzante di questo stile è l’utilizzo del ruvido mattone abbinato alle piastrelle di ceramica. 
Con l’uso delle maioliche in Casa Vicens, l’architetto Antoni Gaudí da vita a una vera e propria moda.
L’impostazione decisamente più rigorosa dello stile gotico nei suoi successivi lavori sicuramente proviene dall’adeguamento costruttivo degli archi acuti con gli archi catenari, tipici dell’architettura gaudiana
Confrontando il progetto originario della Sagrada Familia di Francisco de Paula i Villar con quello di Antoni Gaudí si percepisce il cambiamento di rotta stilistica dal solito gotico “chiuso” ad una architettura più spettacolare e “aperta”.

Il curriculum di Antoni Gaudí.

A Barcellona è possibile vedere 14 opere fondamentali della sua idea di architettura e la cronologia ci permette anche di scoprire la sua evoluzione stilistica che è passata dalla fase “moresca” a quella “gotica”, un modo espressivo che è diventato uno stile personale che lo identifica anche nei suoi colleghi a seguire. 
1878 – i lampioni di Plaça Reial
1883 – assegnazione del progetto della Sagrada Familia
1883 – Casa Vicens
1884 – i padiglioni per le scuderie della Finca Güell
1886 – Palau Güell
1888 – Colegio de las Teresianas
1898 – Casa Calvet
1898 – la cappella della Colonia Güell
1900 – Torre Bellesguard
1900 – Park Güell
1901 – Porta Miralles
1904 – Casa Batlló
1906 – Casa Milà, La Pedrera
1909 – Scuole presso la Sagrada Familia

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