CASA AMATLLER

Tutte le info per visitare
La prima casa del Modernismo di Barcellona

Visitare Casa Amatller

ENTRARE IN CASA AMATLLER SIGNIFICA ESSERE NELLA PRIMA CASA MODERNISTA DELL’ISOLATO SU PASSEIG DE GRÀCIA DENOMINATO “LA MANZANA DE LA DISCORDIA”, IL KM ZERO DELLA RUTA MODERNISTA BARCELLONESE.
La storia del Modernismo a Barcellona sembra avere inizio proprio nel 1898 quando un industriale comprò questo edificio e rovesciò le regole del Piano Cerdà che aveva espanso la città di Barcellona oltre le antiche mura romane e medievali.

 

Come arrivare?

Passeig de Gràcia, 41
METRO L2 VIOLA / L3 VERDE / L4 GIALLA fermata PASSEIG DE GRÀCIA
BUS 7, 22, 24, H10, V15
BARCELONA BUS TURISTIC linea Rossa e Blu
A PIEDI a 10 minuti da Plaça Catalunya

 

Come si prenota?

Clicca qui sotto e segui le istruzioni.
Stampa la email di conferma ordine e presentati 10 minuti prima dell’orario prenotato. I possessori di biglietto ridotto devono avere un documento di attestazione.

Perché visitare Casa Amatller

La prima casa modernista di questo isolato denominato La manzana de la discordia è anche il km zero della Ruta Modernista. Qui venne rotto il limite imposto dal Piano Cerdà in merito all’altezza degli edifici dei vari isolati ed è l’unico edificio di Passeig de Gràcia visitabile che conserva ancora i pavimenti, i mobili originali, l’unica ancora capace di raccontarci una famiglia nobile di fine ‘800.
Per questo motivo al fine di preservare il patrimonio nel suo stato originale la visita alla Casa viene sempre effettuata con una copertura sulle scarpe fornita all’ingresso. Per lo stesso motivo non è consentito l’accesso con scarpe con il tacco alto, con bastoni, deambulatori e stampelle* tanto meno l’uso di treppiedi per le fotografie. É vietato toccare gli elementi patrimoniali della casa come decorazioni e mobili.

A fine visita verrà servita una tazza della tradizionale cioccolata Amatller (fino a nuova comunicazione GIOVEDÌ e VENERDÌ in bicchiere d’asporto, SABATO e DOMENICA una scatola di cioccolatini.

* in caso di necessità la Casa fornisce gratuitamente una sedia a rotelle.

ATTENZIONE GLI ORARI SONO RIDOTTI FINO A NUOVA COMUNICAZIONE.
La visita guidata dura circa 60 minuti in spagnolo (SPA) o catalano (CAT)

GI - VE ore 11 SPA, ore 12 CAT, ore 17 SPA, ore 18 CAT.
SABATO
ore 10 CAT, ore 11 SPA, ore 12 CAT, ore 17 SPA, ore 18 CAT, ore 19 SPA.
DOMENICA ore 11 SPA, ore 12 CAT.

RIDOTTO 7 - 12 anni
GRATUITO minori di 7 anni

Hai cambiato programma e la prenotazione non ti serve più?
Nessun problema. Purché non utilizzata puoi richiedere il rimborso devi scrivere una email a:
reservas@barcelonaturisme.com indicando il numero di ordine che trovi nel voucher arrivato via email all'atto della prenotazione.

Ingresso gratuito nel Modernismo di Barcellona

Davanti a numerose case moderniste di Barcellona puoi solo rimanere incantato per la facciata. In alcune puoi fare il ticket di prenotazione del tour libero o guidato che sia. In Casa Amatller puoi entrare gratuitamente e avere una meravigliosa anteprima di ciò che è stato il Modernismo nato sul finire del 1800.

Infatti varcato l’ingresso al civico 41 di Passeig de Gràcia puoi percorrere la galleria che nel passato era l’ingresso per la lussuosa Hispano – Suiza del signor Amatller. Di fronte avrai una vetrata multicolore che oggi è l’ingresso del Faborit Café all’interno del quale puoi comprare le gustose cioccolate Amatller ma anche fermarti per una sana pausa nel suo bar. Oltre i tavolini presenti all’interno c’è un cortile esterno dove completare la tua pausa durante il Tour Modernista.

Antoni Amatller, la storia di una famiglia

Antoni Amatller Costa (1851-1910) nasce in una famiglia già appassionata e dedita alla lavorazione del cioccolato. Grazie agli studi in giovane età presso le migliori fabbriche francesi e tedesche divenne uno dei più importanti produttori di cioccolato in Spagna maturando una incredibile passione imprenditoriale e artistica. Viaggiatore, fotografo e collezionista visse il movimento culturale del rinnovamento catalano chiamato Renaixancia (Rinascimento) impegnandosi attivamente al recupero della lingua e della cultura catalana. 
Non a caso oggi questa Casa è sede del Institut Amatller d’Art Hispanic creato nel 1943 da Teresa Amatller Cros.
Ricevette il testimone per la conduzione dell’azienda di famiglia ancor prima del venticinquesimo anno di età e qualche anno dopo diede avvio alla produzione industriale di prodotti a base di cioccolata mostrandosi attento al potere della pubblicità grazie alla collaborazione dell’artista Alfons Maria Mucha le cui opere furono utilizzate per avvolgere gli incarti e le scatole dei dolci prodotti.  All’età di 47 anni comprò l’edificio al civico 101 di Passeig de Gràcia (poi ribattezzato 41) partecipando a quel sentimento di rianimazione del catalanismo votato a modernizzare e migliorare la società con nuove invenzioni e scoperte. Lo fece attraverso l’architettura che qui in Catalunya stava vivendo attraverso nuovi metodi di costruzione la possibilità di revisionare gli stili e i materiali.
Foto ritratto di Antoni Amatller
Alcuni esempi realizzati da Alfons Maria Mucha
L’industriale coltivò durante i suoi viaggi numerosi hobby ma la fotografia fu la sua massima passione fondando la Spanish Photographic Society, partecipando a concorsi internazionali e ricevendo consensi anche oltre oceano. Faceva parte del Centre Excursionista de Catalunya ma seppe andare oltre i confini della sua regione visitando non solo l’Europa centrale ma anche Marocco, Egitto e Turchia, uno dei pochi europei del tempo a compiere simili viaggi. 

Antoni Amatller, il cioccolataio della città

Senza dubbio Antoni Amatller con l’importazione del cacao, la sua lavorazione e commercializzazione, è una delle figure più importanti della società industriale barcellonese dei decenni a cavallo tra il 1800 e 1900. Motivato dall’espansione attuata tramite il Piano Cerdà volle porre una pietra miliare proprio nel viale più importante di Barcellona.

Commissionò la ristrutturazione del suo palazzo a Josep Puig i Cadafalch e l’architetto in totale sintonia con il sentimento catalanista dell’industriale seppe donare il suo particolare stile costruttivo denso di significati letterali, storici e iconografici catalani.
Nei suoi scritti Puig i Cadafalch diceva: la Catalunya, dopo aver attraversato diversi secoli di decadenza, sta recuperando il suo potere economico grazie all’industrializzazione. Il Paese ha bisogno di proiettare una nuova immagine attraverso l’architettura moderna mostrando la società catalana nella sua evoluzione, dando valore alle glorie passate, delle arti tradizionali per adattarle ai nuovi materiali e ai nuovi bisogni.
Per raggiungere questo obiettivo fu essenziale la collaborazione con i laboratori artigianali capaci di trasformare i progetti architettonici in realtà.
Ritratto di Josep Puig i Cadafalch

Casa Amatller, il primo edificio modernista di Barcellona

L’elegante viale che stava nascendo al centro dell’Eixample era la migliore vetrina dove mostrare tutto questo catalanismo e questa ricerca storica. Le connotazioni stilistiche di Casa Amatller sono molteplici: passano dal romanico al barocco con una elegante e armonica unione di forme e grandezze. 

La struttura verticale e stretta della palazzina viene risolta grazie al sapiente gioco alternato delle finestre: prima dispari, poi pari, con una danza tra differenti stili che culmina con una “corona” unica nel suo genere. Un tetto a gradini che l’ha resa inconfondibile in tutto il viale.
Il colore utilizzato è una insolita componente che l’architetto ha utilizzato per distinguersi dal neoclassicismo grigio e monotono: graffiti su base bianca, color ocra gialla e rossa e poi piastrelle smaltate e dalla lucentezza metallica. E poi il verde degli infissi di legno, il nero del metallo forgiato che insieme alla pietra di Montjuïc e le abbondanti decorazioni scultoree completano un dialogo iconografico in piena armonia.

Josep Puig i Cafalach e Barcellona

La vita di Josep Puig i Cadafalch è animata da tre sentimenti: l’architettura, la politica e la cultura catalana. Parlare di Modernismo catalano a Barcellona significa fare riferimento ai tre più rappresentativi architetti ovvero Antoni Gaudí, Lluís Domènech i Montaner e Josep Puig i Cadafalch. Entrambi hanno dato vita su questo viale gli edifici più belli, ognuno con il proprio pensiero, sogno e messaggio.

In questo isolato su Passeig de Gràcia entrambi hanno ristrutturato un edificio modulando il loro pensiero, sogno e messaggio architettonico creando di fatto La Manzana de la Discordia.
L’isolato che sia affaccia su Passeig de Gràcia dal civico 35 al civico 43 è denominato La Manzana de la Discordia giocando sul doppio significato del termine manzana nella lingua spagnola ovvero mela ma anche isolato e rimandando al mito del pomo della discordia.

Il restauro di Casa Amatller del 2009

Un accordo tra il Comune di Barcellona, il Dipartimento della Cultura della Generalidad de Catalunya e la Fondazione Amatller ha reso possibile l’inizio del progetto culturale per il restauro di Casa Amatller con un budget totale di circa 5 milioni di Euro.
Dapprima la facciata poi il rinforzo delle pavimentazioni dei singoli piani e infine della scalinata con il suo decorato e imponente lucernario. Successivamente vennero risanate le pareti, restaurati gli arredi, i lampadari e riorganizzati gli spazi per accedere alle visite dei turisti. 

Non a caso durante la visita vi “obbligheranno” a indossare dei calzari tipo quelli da sala operatoria allo scopo preventivo di conservazione del parquet originale di grande valore. 

L’immensa documentazione fotografica dei progetti originali dell’architetto, degli schizzi, disegni e note costruttive ha permesso di fornire numerose informazioni utili per il restauro garantendo il massimo rigore durante l’intervento. Il primo palazzo modernista, con il suo prestigio e valore, ha così aperto le sue porte al pubblico consegnandoci una storia unica e da non perdere.
Particolare di uno degli interni di Casa Amatller

La storia di Barcellona è qui

Visitare Casa Amatller vuol dire entrare nella vita di una delle famiglie che ha fatto la storia di Barcellona aprendola al Modernismo che tutti conosciamo. Ricchi industriali vogliosi di bellezza per le proprie residenze, desiderosi di trasformare quel progetto di “città uguale per tutti” in città bella per tutti. Un Modernismo che è divenuto espressione culturale e della rinascita politica, sociale ma soprattutto del recupero dell’identità catalana.

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Foto personali by SARA BOLOGNINI @sarabolognini_photo
Web Master ANDREA MAGRI | andreamagri.net

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