GLI INTERNI DI LUCE
DELLA SAGRADA

Entrare nel sogno di Antoni Gaudí
alla scoperta di particolari da non perdere.

Gli interni pieni di luce della Sagrada Familia

IL SOGNO DI ANTONI GAUDÍ ERA REALIZZARE UNA CHIESA PIENA DI LUCE, PACE E MISTERO.
L’intera realizzazione della Sagrada Familia, portale della Natività escluso, è basata sulle versioni ricostruite dei progetti e dei modelli perduti in un incendio del 1936, appiccato durante la guerra civile spagnola dagli anarchici e anticlericali.
Il laboratorio di Antoni Gaudí perse così numerose testimonianze progettuali originali.
Quando Gaudí prese in mano la direzione dei lavori della Sagrada Familia, solo la cripta era stata realizzata.
Fu così che decise di non stravolgere ciò che era stato costruito ma modificò solo i capitelli passando dallo stile corinzio a uno maggiormente più ornamentale e ispirato a figure vegetali.
Una foto storica dell'incendio della Sagrada Familia nel 1936

L'evoluzione artistica di Antoni Gaudí nei suoi 40 anni di cantiere.

Antoni Gaudí si era evoluto da uno stile neogotico a uno naturalistico, organico e rispettoso delle regole della Natura.
Una delle sue fonti di ispirazione fu la grotta del Salnitre a Collbató, così come la montagna di Montserrat.
L’architetto di Reus era del parere che l’architettura gotica fosse imperfetta perché le sue forme rettilinee e i suoi sistemi di pilastri e contrafforti non riflettevano le leggi della Natura.
Sviluppò le forme geometriche del paraboide iperbolico, l’iperboide, l’elicoide e il conoide… ok, sono paroloni tecnici ma li riconoscerete in ogni sua opera.

La tecnica delle forme geometriche gaudiane.

Antoni riscontrò che in Natura erano presenti numerosi esempi, come i giunchi, le canne e le ossa.
Affermò che non esisteva struttura migliore che il tronco di un albero o dello scheletro umano.
Queste forme, oltre a essere funzionali ed estetiche, furono usate da Antoni Gaudí con grande maestria e saggezza, sapendo adattare il linguaggio della Natura alle forme strutturali dell’architettura.
Nel corso degli anni in cui poté lavorare riuscì ad applicare queste concezioni nella Sagrada Familia.
E furono proprio la mancanza di risorse economiche che gli diedero il tempo per cercare nuove soluzioni strutturali utilizzando le sperimentazioni applicate già in altri progetti come Cripta Güell o Park Güell, incorporando nella sua chiesa le innovazioni più riuscite.
Una foto comparativa della Cripta Güell con la Facciata della Passione
Esempi di applicazione della Natura nell'architettura della Sagrada Familia.

L'arco catenario: l'elemento chiave della Sagrada Familia.

Per sopportare le pressioni di tutta la struttura, l’arco parabolico o catenario è stato sicuramente l’elemento chiave costruttivo della basilica della Sagrada Familia.
Mediante simulazioni polifunicolari Gaudí determinò la forma migliore che la struttura potesse avere per resistere alla pressione degli archi e delle volte, applicandole prima nella Cripta Güell e successivamente nel grandioso cantiere della Sagrada Familia.
La simulazione consisteva nella costruzione di un modello in scala costituito da corde intrecciate, con piccoli sacchi di juta utilizzati come contrappesi.

Gli interni della Sagrada Familia: un bosco di luce.

Passeggiando all’interno della Basilica della Sagrada Familia vi sembrerà di essere in un bosco, dove le colonne a forma di alberi vanno a dividersi in modo da formare dei rami a sostegno dell’intera struttura.
Le colonne, che variano da una altezza di 15 metri fino a 75 metri nella parte dell’abside, sono leggermente inclinate in modo da ricevere al meglio la pressione perpendicolare.
Mettiti sotto ad una colonna in qualunque punto della navata: ti accorgerai che sono realizzate con una leggera forma elicoidale, ovvero sembra che ruoti su se stessa.

La Sagrada Familia e le differenze con le cattedrali gotiche europee.

La pianta della chiesa fu progettata a croce latina con l’altare maggiore sopra alla Cripta e circondato da sette cappelle absidali.
Non esiste una chiara divisione in navate: qui sembra un tutt’uno e con i suoi 4.500 metri quadrati la basilica della Sagrada Familia può ospitare fino a 15.000 persone. 
Per Antoni Gaudí la Sagrada Familia è un inno di lode a Dio e ogni pietra è una strofa. L’esterno del Tempio rappresenta la Chiesa attraverso gli Apostoli, gli Evangelisti, la Vergine Maria e Gesù, la cui torre simboleggia il trionfo della Chiesa.
Gli interni invece si riferisce alla comunità che anima la Chiesa cattolica: i suoi fedeli.

La tomba di Antoni Gaudi nella Cripta della Sagrada Familia.

Fu l’architetto Francisco de Paula del Villar a iniziare nel 1882 il progetto della Sagrada Familia proprio nelle fondamenta della Cripta.
I lavori sembravano avere una buona base di finanziamenti ma dissapori con la proprietà portarono alla sostituzione del progettista. 
Era il 3 novembre 1883 quando fu designato Antoni Gaudí come capo progettista e architetto del Tempio Espiatorio della Sagrada Familia: le sue uniche modifiche, oltre al cambio stilistico dei capitelli fu la costruzione di un fossato esterno per permettere una maggiore illuminazione nonché ventilazione.
La prima opera realizzata da Antoni Gaudí per la Sagrada Familia fu la cappella di San Giuseppe (1884-1885) concludendo l’intero progetto della Cripta nel 1891.
Nella Cripta tutte le cappelle sono dedicate alla Sacra Familia: San Giuseppe, il Sacro Cuore, l’Immacolata concezione, San Gioacchino (padre di Maria), Sant’Anna (madre di Maria), San Giovanni (detto il Battista), la cappella di Santa Elisabetta (madre del Battista) e San Zaccaria (padre di Giovanni Battista).
Al centro della Cripta la cappella della Sacra Famiglia che ospita l’altare al cui fianco, nella cappella dedicata alla Nostra Signora del Carmelo, troviamo la tomba di Antoni Gaudí.
Nella cappella del Cristo Santo invece riposa in pace l’ideatore del Templi Expiatori de la Sagrada Familia, il tipografo, libraio e filantropo Josep Maria Bocabella.
Visitando la Cripta ci si immerge in una quantità di opere d’arte di notevole importanza come il bassorilievo dell’altare progettato da Josep Llimona, la chiave di volta centrale con un rilievo policromo dedicato all’Annunciazione – opera di Joan Flotats -, così come l’immagine di San Giuseppe, nell’omonima cappella, dell’artista Maximí Sala Sánchez.
Un particolare da non perdere è il mosaico romano “opus tesselatum” in cui sono rappresentati la vite e il grano, simboli dell’eucarestia e le acquasantiere realizzate con grandi conchiglie delle Filippine, fornite a Gaudí dal Marchese di Comillas, proprietario della Compañia Transatlantica Española, suo committente per l’opera chiamata El Capricho nella provincia cantabrica. 
Alcuni lampadari della Cripta sono realizzati proprio da Gaudí perché il medico gli aveva raccomandato il lavoro manuale per combattere i reumatismi di cui lui soffriva già dalla tenera età.

La perdita dei documenti originali di Antoni Gaudí.

La Cripta, insieme al laboratorio utilizzato per i sistemi di costruzione e come studio dal Maestro, subirono importanti danni a seguito dell’attentato incendiario del 20 luglio 1936.
Barcellona era sotto l’assedio iconoclasta e numerose chiese e conventi della città persero il loro tesoro artistico.
L’attacco alla Sagrada Familia durante la sua costruzione distrusse e danneggiò per sempre alcuni modelli, piani e documenti del progetto originario di Antoni Gaudí.
Durante questo attacco fu profanata la tomba di Bocabella, il fondatore della “fondazione” per la Sagrada, ma fortunatamente non quella di Antoni Gaudí.
Un secondo attentato incendiario, questa volta da parte di un assistente della parrocchia, avvenne nel 2011 distruggendo tutta la sagrestia senza però interessare alcun elemento di valore storico come le finestre originali realizzate da Antoni Gaudí.
Il laboratorio all'interno del Museo della Sagrada Familia.

L'abside e l'altare maggiore della Sagrada Familia.

Entrati dal portale della Facciata della Natività vi troverete quasi spaesati e meravigliati da così tanta luce.
Prima di perdervi in memorabili fotografie, fermatevi al centro della navata ammirando l’Abside.
Antoni Gaudí lo ha dedicato alla Vergine Maria, alla quale era un gran devoto.
Il progetto include le sette cappelle absidali dedicate alla vita di San Giuseppe – come richiesto dal fondatore Bocabella -, e con chiari rimandi al gotico tradizionale. 
L’altare della Sagrada Familia è costituito da un blocco in porfido originario dell’Iran ed è inserito tra le due grandi colonne dedicate a San Pietro e San Paolo
L’architetto Jordi Bonet i Armengol è l’autore dello splendido baldacchino dorato di forma ettagonale (sette lati) per il quale si è ispirato a quello che Gaudí aveva creato per la Cattedrale di Palma de Maiorca.
Una meraviglia decorata con grappoli d’uva e foglie di vita in cuoio che con i suoi 5 metri di diametro ospita al suo centro il Crocifisso ligneo opera dello scultore Francesc Fajulla i Pellicer.

Un particolare da non perdere.
L'anagramma all'interno della Sagrada Familia.

Nella zona riservata alla preghiera e alla meditazione, davanti all’altare maggiore c’è l’anagramma della Sacra Famiglia.
Realizzato in mosaico ci mostra tre lettere nella struttura di un ambigramma, ovvero che si può leggere in un verso oppure nell’altro…
J di Jesus, con il suo nome circondato da una corona di spine, la M di Maria con la corona di regina del Cielo e della Terra e la J di Josep accompagnata da narcisi, i fiori della purezza e della castità.

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Foto personali by SARA BOLOGNINI @sarabolognini_photo
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