La storia del leggendario Hotel Cuatro Naciones

300 anni di storia e di ricordi…

QUELLO CHE MI INCURIOSISCE SEMPRE DI UN BAR, DI UN RISTORANTE O DI UN HOTEL È LA SUA STORIA PIÙ INTIMA: CIÒ CHE È STATO NEL PASSATO O QUELLO CHE RAPPRESENTA NEL PRESENTE.
SE MI CHIEDETE I PARTICOLARI DI UN MONUMENTO IO GIOCHERÒ LA CARTA PIÙ EMOZIONALE, QUELLA CHE ANDRÀ OLTRE LA SUA STORIA. COSÌ È STATO PER L’HOTEL CUATRO NACIONES.

Una storia alberghiera tutta italiana.

La maggior parte degli hotel più importanti della Barcellona del diciottesimo secolo appartenevano a famiglie italiane che provenivano dalla provincia di Vercelli, nel nord Italia.
Ad affermarlo è Silvio Sargati che ha indagato sugli immigrati italiani a Barcellona.

A fondare l’Hotel Cuatro Naciones è stata la famiglia Gippini, nel 1706, originari della riviera d’Orta e furono anche i primi a introdurre in città le botteghe di caffé.
La Rambla era un semplice passaggio vicino a un ruscello fiancheggiato da conventi da una parte (l’attuale Raval) e dalle vecchie mura della città dall’altro.
Durante la prima metà del 18° secolo, il Cuatro Naciones era il punto di partenza preferito per gli autobus con direzione Madrid, Saragozza o Valencia. 

I primi ospiti famosi dell'Hotel Cuatro Naciones

Il primo visitatore famoso fu lo scrittore francese Stendhal, il cui soggiorno è registrato nell’anno 1837. 
In “Memoires d’un touriste” egli confessa: “…la Rambla, un bellissimo passaggio nel centro di Barcellona. Qui si trova l’Hotel Cuatro Naciones dove abbiamo cenato: fu un momento piacevole”…

L’anno successivo George Sand e Frederic Chopin arrivarono a Barcellona. Anche loro furono ospiti del Cuatro Naciones dopo una sfortunata permanenza a Maiorca, dove la salute di Chopin iniziò gradualmente a peggiorare per la tubercolosi, che da li a 10 anni lo porterà alla morte.

Si narra che il proprietario dell’Hotel abbia aggiunto al conto del musicista il costo del letto che dopo la partenza avrebbe fatto bruciare come precauzione sanitaria.

L'età d'oro di Barcellona

Secondo il quotidiano La Publicitat (con pubblicazione nel 1927) la seconda metà del 1800 fu l’apogeo del Cuatro Naciones quando le celebrità dell’età romantica riempivano il Teatre Principal (proprio di fronte all’Hotel).

Ma fu un fine secolo pieno di cambiamenti per Barcellona. Importanti novità, tra le quali l’abbattimento delle cinta murarie, la creazione dell’espansione urbana dell’Eixample e la prima Esposizione Internazionale del 1888, crearono un volano economico incredibile.

L’architetto catalano Molina i Casamajo sviluppò l’attuale Plaça Reial dove al tempo c’era un antico convento francescano cappuccino rinnovando anche l’edificio dell’Hotel che ne faceva parte.

Un’altra novità fu l’illuminazione a gas di tutto l’edificio. Ancora oggi si può vedere le figure in ghisa dei draghi all’ingresso dell’Hotel.
Fu una delle prime strutture private a utilizzare questo sistema di illuminazione, afferma Javier Saiz, l’attuale proprietario dell’Hotel.

Arrivano gli indiani! Buffalo Bill è a Barcellona

Nel dicembre 1889, dopo il grande successo dell’Esposizione Universale di Parigi, il Wild West Show arriva a Barcellona.
William Cody, meglio conosciuto come Buffalo Bill, il famoso attore americano, era impegnato nel suo tour europeo con uno spettacolo teatrale ricreando l’emozione del selvaggio west americano.

184 figuranti, 159 cavalli, 20 bufali sbarcarono in città. Mentre gli indiani Sioux, Cheyenne e Arapaho erano accampati poco fuori la città con le loro tende e falò, Buffalo Bill risiedette nelle lussuose suites dell’Hotel Cuatro Naciones podendo accogliere la stampa e numerosi fan.
Lo scrittore Marill Escudo descrive nel suo libro Aquell Hinvern (Quell’inverno): “Lo spettacolo di Buffalo Bill fu a Barcellona. Quell’inverno fu piovoso fuori di misura e l’intera città si fermò per una epidemia di influenza. Alcuni membri della compagnia morirono”…

L'ultimo ventennio di gloria del Cuatro Naciones

Il 23 febbraio 1923, sei mesi prima del colpo di Stato di Primo de Rivera, lo scienziato Albert Einstein venne a Barcellona, con la moglie.
Risiedettero proprio all’Hotel Cuatro Naciones, respingendo l’offerta del consiglio comunale di prenotare una camera presso l’Hotel Ritz. 
Einstein disse: “sono un cittadino modesto, ed ho preso una stanza che corrisponde alla mia posizione”…

L’ingresso di Pirandello nell’olimpo dei teatri spagnoli avviene attraverso la Catalunya ed esattamente il 27 novembre 1923, al Teatro Romea di Barcellona. 
Il nome di Pirandello è sinonimo di modernità e avanguardia e la sua opera, dalla personalità inconfondibile, ammaliò l’intera Spagna fino all’inizio della guerra civile. 

Quattro anni dopo l’Hotel dovette chiudere. Era il 27 novembre 1927.
Il quotidiano La Publicitat annunciò in prima pagina che un intero capitolo della storia di Barcellona era giunto al termine.

L'Hotel Cuatro Naciones risorge pieno di memorie

Quaranta anni dopo l’Hotel Cuatro Naciones riapre le sue stanza ed è la famiglia catalana Saiz che nel 1967 coraggiosamente ne riprende il comando. 

Anche se il quartiere dell’Eixample è già sede degli hotel di maggior prestigio, il famoso viale della Rambla ha nuovamente il suo Cuatro Naciones e i suoi illustri ricordi.

Non sono fantasmi, ma memorie che hanno assistito silenziosamente all’evoluzione degli ultimi 300 anni di Barcellona.

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