BASILICA DI SANT JUST I PASTOR

La incredibile storia e le leggende

della chiesa più antica di Barcellona

Visitare la basilica Sant Just i Pastor tra miti e leggende.

ALL’ESTERNO UNA SEMPLICE CHIESA GOTICA NEL CUORE DI BARCELLONA.
ALL’INTERNO UNA SCATOLA PIENA DI SORPRESE E SALENDO SUL CAMPANILE UN PANORAMA INEGUAGLIABILE SUL CUORE DELLA CITTÀ.
È la basilica minore di Sant Just i Pastor, la più antica della città.
La basilica dei santi martiri Giusto e Pastore è tra le chiese di Barcellona meno conosciute tra i turisti.
Ma è realmente una delle chiese più antiche della città e conserva tesori dell’epoca romana e medievale unici nel loro genere.
Il primo fra tutti una fonte battesimale risalente al sesto secolo d.C., una curiosa leggenda sulla statua della Moreneta, la patrona della Catalunya e un misterioso collegamento con lo zodiaco.

Come arrivare?

Plaça de Sant Just, 5
METRO L4 GIALLA fermata JAUME I
METRO L3 VERDE fermata LICEU
BARCELONA BUS TURISTIC linea Rossa e Blu
A PIEDI a 20 minuti da Plaça Catalunya

Come si visita?

Ci sono due modi per visitare e scoprire la basilica di Sant Just i Pastor: 
VISITA LIBERA con un’offerta all’ingresso di 5€
VISITA GUIDATA al prezzo di 10€.
Per salire sul campanile viene chiesta una offerta di 3€. 
ORARI DI VISITA
LUNEDÌ, GIOVEDÌ e VENERDÌ dalle 10 alle 20:30
MARTEDI e  MERCOLEDI dalle 10 alle 18:00
SABATO dalle 11 alle 20:30
DOMENICA dalle 10 alle 13:00

Chi sono i martiri Giusto e Pastore

Sono due giovani che vennero martirizzati all’età di 7 anni ai tempi dell’imperatore Diocleziano (300 d.C.) per non aver rinnegato la propria fede. 
Le tracce di culto religioso risalgono all’anno 801, quando il figlio di Carlo Magno propose la costruzione di una chiesa dedicata ai due martiri.
Tuttavia sembra che questi due santi in realtà non siano mai esistiti e la Chiesa cattolica, nell’intento di sostituire due figure pagane, abbia introdotto questi due giovani.
Ma chi erano dunque le due figure pagane sostituite?
È il caso di Castore e Polluce, conosciuti anche come Diòscuri, figli di Zeus, e collegati alla figura astrologica della costellazione dei Gemelli. 
Presenti nella mitologia greca, etrusca e romana, erano considerati come protettori dei naviganti durante le tempeste marine e sono identificati con i fuochi di sant’Elmo.
I fuochi di sant’Elmo sono come un bagliore brillante, bianco-bluastro, che in alcune circostante appare come un fuoco, che scaturisce da strutture alte e appuntite, per l’appunto come gli alberi maestri delle imbarcazioni. 
Oltre ad essere associati alla costellazione dei Gemelli a loro veniva attribuita la comparsa della stella Sirio nel cielo in prossimità dell’equinozio di primavera, propiziando la semina dei campi nel medesimo periodo.
Nell’astronomia moderna Castore da il nome ad Alpha Geminorum e Polluce a Beta Geminorum le due stelle più luminose della costellazione dei Gemelli.
I due eroici gemelli appaiono sempre inseparabilmente impegnati in imprese comuni e l’affetto che li unisce è così forte che quando Castore muore Polluce, che è immortale, decide di morire anch’egli. 

Castore e Polluce insieme ad Ercole nella scoperta di Barcellona.

Giasone e gli Argonauti (1961) di Giorgio de Chirico © Giorgio de Chirico, by SIAE 2020.
La narrazione mitologica ci restituisce il loro ruolo di naviganti negli Argonauti insieme a Ercole, Mercurio e altre figure mitologiche alla ricerca del Vello d’Oro.
Se vuoi scoprire la leggenda degli Argonauti legata alla scoperta di Barcellona clicca qui sotto.

L'interno della basilica di Sant Just i Pastor

Giasone e gli Argonauti (1961) di Giorgio de Chirico © Giorgio de Chirico, by SIAE 2020.
La basilica è strutturata in modo molto semplice con una sola navata e abside poligonale oltre a sei cappelle rettangolari tra cui spiccano quelle di Sant Feliu e della Santa Croce, dove si conserva la pala d’altare della Passione, una delle migliori dell’arte catalana del XVI secolo. 
Alzando gli occhi potrete ammirare diverse finestre con vetrate colorate del XVII secolo e, più in alto, le chiavi di volta a crociera contenenti scene della vita della Vergine Maria. 
Tuttavia il visitatore può godere di un vero spettacolo salendo attraverso la strettissima scala a chiocciola verso il campanile del XVI secolo arrivando ad una altezza di 35 metri con una vista a 360° su tutta Barcellona.

Le curiosità sulla basilica di Sant Just i Pastor

La basilica di Sant Just i Pastor è considerata la chiesa più antica di Barcellona, superando i dati archeologici riguardanti la cattedrale.
Questa considerazione è avvallata da reperti antichissimi risalenti fin dal primo secolo d.C. seppur non relazionati direttamente alla collocazione di un luogo di culto.
Nel corso dei secoli si sono tramandate leggende e tradizioni riguardanti la sepoltura dei due martiri proprio nelle fondamenta della proto-chiesa esistente già all’era visigota.
Il ritrovamento di un piccolo lavabo su di un capitello del VI – VII secolo d.C. ci conferma dunque la presenza di un luogo di culto in questa area.
Non sappiamo se i due martiri dunque fossero stati sepolti in questo luogo ma è certo che qui era presente un cimitero parrocchiale, confermato da una lapide datata 900 d.C.
a sinistra il capitello visigotico del VI - VII secolo / a destra la lapide del 900 d.C.
La vera curiosità presente nella basilica di Sant Just i Pastor risiede nella Moreneta, la copia della madonna nera, la Vergine di Montserrat, patrona della Catalunya. 
La leggenda vuole che la statua della Madonna di Montserrat fu scoperta da alcuni pastori nell’anno 880 e saranno i monaci benedettini a consegnarci le prime tracce della sua presenza attraverso dipinti e documenti intorno al XII secolo.
Ma sembrerebbe che la statua venerata all’interno del monastero sulla montagna di Montserrat potrebbe non essere quella originale. 
la Vergine di Montserrat venerata nell'omonimo monastero
Nel 1600 la statua fu danneggiata da un incendio e durante le guerre napoleoniche, a cavallo tra il 1700 e 1800, le truppe francesi saccheggiarono i gioielli che adornavano la statua lasciandola esposta alle intemperie per diverse settimane.
Nel 1931 la statua fu rimossa dalla nicchia del monastero di Montserrat per evitare che i sostenitori del regime fascista se ne impossessassero e solo tre monaci sapevano dove essa fosse stata nascosta fino al termine della Guerra Civile spagnola quando fu riposta all’interno del monastero senza che nessuno ne sapesse la provenienza.
Nel corso di un restauro della statua del monastero, avvenuto nel 2001, un esame ai raggi X ha evidenziato che nella parte superiore della sfera in mano alla Vergine non vi era alcun foro.
Questo è un dettaglio importante perché la copia all’interno della basilica di Sant Just i Pastor è l’unica delle tre statue ufficiali ad avere un foro nella parte superiore della sfera come evidenziano le litografie al tempo di Leone XIII, ovvero nel 1881, quando proclamò la Vergine di Montserrat patrona della Catalunya.
Immagini che ci mostrano un giglio o una foglia di palma infilata proprio nella sfera.
Negli archivi della basilica di Sant Just i Pastor c’è poi un documento, controfirmato dai monaci benedettini dell’abbazia di Montserrat, attestando la restituzione della scultura “originale”.
Dunque la statua del monastero di Montserrat fu nascosta e protetta all’interno della basilica di Sant Just i Pastor durante il periodo fascista e poi restituita. Ma siamo sicuri che abbiamo restituito quella originale?
Non vi resta che venire a visitare la basilica di Sant Just i Pastor e comprovare con i vostri occhi questo racconto.

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Foto personali by SARA BOLOGNINI @sarabolognini_photo
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