LA FACCIATA DELLA PASSIONE

Alla scoperta della Sagrada Familia 
nell’opera d’arte della Via Crucis.

La facciata della Passione della Sagrada Familia.

TRENT’ANNI DOPO LA MORTE DI ANTONI GAUDÍ SONO INIZIATI I LAVORI DELLA FACCIATA PIÚ COMPLESSA E MISTERIOSA.
I lavori per la facciata della Passione della Sagrada Familia hanno avuto inizio nel 1954, quasi trent’anni dopo la morte dei Antoni Gaudí.
Pochi sono gli appunti del Maestro che si sono salvati dall’incendio dei laboratori a seguito dell’attacco iconoclasta del 1936.
Scarne le sue indicazioni costruttive ma nonostante questo vuoto è emerso che Antoni Gaudí aveva pensato a una facciata di pietra, più austera e meno lavorata rispetto alla facciata della Natività.
Un’idea riconducibile allo scheletro che sperimentò nella Cripta di Colonia Güell. 
Una foto storica dell'incendio della Sagrada Familia nel 1936
Orientata verso ponente (sud-ovest), la facciata della Passione è sostenuta da sei grandi pilastri obliqui che ricordano i tronchi di sequoia.
Sopra di essi un frontone a forma di piramide composto da diciotto colonne a forma di osso e sormontato da una grande croce con una corona di spine e tre angeli adoranti.
Per vedere meglio questo particolare sicuramente ti converrà ripetere lo sguardo fuori dalla Sagrada, più o meno dal piazzale le parco.
Fanno da sfondo le torri, dedicate all’apostolo Matteo e ai santi Tommaso, Filippo e Bartolomeo.
A differenza della facciata della Nascita qui le torri riproducono anche le statue dei rispettivi titolari.

I portali della facciata della Passione della Sagrada Familia.

Anche in questa facciata abbiamo tre portali rispettivamente dedicati alla Fede, alla Speranza e alla Carità.
Create in bronzo dall’artista barcellonese Josep Maria Subirachs si distinguono da quelle della Natività perché non sono decorate con vegetazione ma con i testi dei libri che raccontano gli ultimi giorni di Gesù.
Il portale centrale della Carità è separato da una bifora con le lettere greche ALFA e OMEGA, come simbolo del principio e della fine. 
La porta di sinistra ci propone i passaggi della Passione secondo Matteo mentre quella di destra presenta il racconto del Vangelo di Giovanni.
Nel loro insieme presentano circa 10.000 lettere alcune delle quali in bronzo dorato che sicuramente catturano la nostra attenzione come la frase “CHE COS’È LA VERITÀ” nel contesto in cui Gesù di fronte a Pilato rispose alla sua affermazione se egli fosse venuto a “testimoniare la verità” (Gv 18, 38).
IL PORTALE DELLA FEDE: il giardino del Getsemani.
A sinistra troviamo il portico della Fede con la Porta del Getsemani, dedicato alla preghiera di Gesù nell’orto degli ulivi.
In alto a sinistra una luna piena ci indica la fase temporale della scena. Sembra volerci far addentrare nel triste racconto che sta per accadere.
Scendendo vediamo il Nazareno di spalle, intento nella preghiera e meditazione mentre, più in basso, i discepoli dormono e sotto di loro l’incisione:
“Gesù avanzandosi un poco si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: Padre mio, se è possibile passi da me questo calice. Però non come voglio io, ma come vuoi tu”. (Matteo 26, 39).
IL PORTALE DELLA SPERANZA: l’incoronazione.
Il portico a destra ospita la raffigurazione dell’incoronazione con rami di spine dove nella scena centrale Gesù viene deriso. 
In alto a sinistra il testo del Vangelo ci descrive la gestualità della complessa immagine.
“E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: Salve, re dei Giudei – e gli davano schiaffi”. (Giovanni 19, 2).
La parte centrale ci propone la presentazione di Gesù davanti a Erode (a sinistra) e Ponzio Pilato (a destra), come se si vedessero allo specchio.
Nel quadrato sotto la scena di sinistra una citazione della Divina Commedia, mentre a destra un poema di Salvador Espriu “La pelle del toro).

Il racconto della Passione di Cristo.

Differentemente dalla facciata della Natività dove i protagonisti sono la famiglia di Gesù e tutti i personaggi che usualmente incontriamo nei tradizionali presepi, nella facciata della Passione il progetto è unicamente rivolto alle ultime ore di vita del profeta nazareno.
È possibile leggere la Via Crucis dove avremo anche la raffigurazione del Maestro Antoni Gaudí.
Al completamento delle torri, avvenuto nel 1976, si iniziò a lavorare alla decorazione scultorea sulla base di alcuni disegni e spiegazioni che si salvarono dall’incendio dei laboratori dove Antoni Gaudí visse e lavorò per gli ultimi 15 anni della sua vita. 
La mano dello scultore Josep Maria Subirachs ha realizzato una semplice e schematica serie di figure con forme angolari che aumentano l’effetto drammatico del racconto.
Lo stesso Gaudí descrisse la sua concezione della facciata della Passione:
“Qualcuno ha trovato questa parte del progetto troppo stravagante, ma voglio fare paura e per ottenerlo non risparmio il chiaroscuro in modo che, entrando e uscendo, tutto assuma un effetto più cupo. Inoltre sono disposto a sacrificare la stessa costruzione, a rompere archi e tagliare le colonne col fine di dare un’idea di come sia cruento il sacrificio. 

La colonna della flagellazione.

Appena usciti dalla visita degli interni della Sagrada vi troverete nel portico della Carità al cui centro è stata collocata la colonna della flagellazione. 
Questo complesso scultoreo in marmo travertino ha sostituito la croce che Antoni Gaudí aveva previsto.
Josep Maria Subirachs però ci restituisce quella croce identificandola nei quattro blocchi, simboleggiando appunto le quattro parti della croce. 
Con i suoi 5 metri di altezza è ricca di dettagli: i nodi della corda che simboleggiano le torture sofferte da Gesù, il fossile della palma nana simbolo del martirio e della resurrezione, la canna che i soldati danno a Gesù invece dello scettro reale e infine i tre gradini che simboleggiano i tre giorni che trascorreranno fino alla resurrezione. 

Le ultime ore di Gesù nel racconto della Facciata della Passione.

Il ciclo scultoreo della Passione è distribuito su tre livelli in ordine ascendente a forma di S.
In basso a sinistra tutto inizia nella notte antecedente la morte di Gesù. L’ultima cena mostra il profeta nazareno con i dodici Apostoli e il momento in cui Giuda lo tradirà, con l’iscrizione “Quello che devi fare, fallo al più presto” (Giovanni 13, 27).
Pietro e i soldati, quando Pietro taglia l’orecchio a Malco, il servo del sommo sacerdote. 
Il bacio di Giuda, dove le figure sono rozzamente scolpite per suggerire una visione più cupa e notturna. Dietro Giuda si erge il serpente che simboleggia il diavolo.
Accanto a questa scena si trova un labirinto numerico, un crittogramma. La somma dei numeri in verticale e orizzontale e in tante altre combinazioni darà sempre il numero 33, l’età di Gesù.
Apri il link qui di seguito per scoprire le tante combinazioni.
La negazione di Pietro è rappresentata da tre figure femminili che indicano le tre volte in cui Pietro rinnega Gesù, insieme a un gallo che annuncia l’alba. L’apostolo è avvolto da una coperta, simbolo della codardia.
Sullo stesso piano troviamo L’uomo Gesù (ecce Homo) rappresentato  con la corona di spine e sorvegliato da due guardie dove la figura di Pilato è titubante sul da farsi. Ai piedi del nazareno la pietra è inclinata annunciando il terremoto che sta per verificarsi. 
Accanto a questa scena c’è una colonna con l’aquila romana e la scritta: “Tiberio, imperatore di Roma”.
L’ultima scena del primo livello è il Processo di Gesù. Qui Pilato si lava le mani assistito da tre servi, un soldato e poco più lontano la figura di Procula, la moglie di Pilato, dopo aver fallito nel suo intento di intercedere per il prigioniero, motivata da ciò che aveva visto in sogno (Matteo 27, 19).
Il secondo livello, la parte centrale della facciata inizia con il gruppo di Soldati che giocano a dadi le vesti di Gesù.
C’è un piccolo mosaico con la legenda “Dulce lignum” (dolce legno) dell’inno Crux fidelis di Venanzio Fortunato: Dulce lignum, dulce clavos, dulce pondus sustinet (dolce legno, dolci chiodi che sostenevano un così dolce peso).
Al centro, sopra la porta di ingresso abbiamo il Calvario di Gesù. Qui appare Simeone di Cirene che aiuta Gesù con la croce, circondati dalla Vergine, Maria Maddalena e da Maria di Cleofa.
La Veronica mostra il volto di Gesù scolpito in negativo sul tessuto con il quale la donna asciugò a lui il sudore: la figura di Veronica non ha volto proprio per non distogliere l’attenzione dall’immagine del Cristo. 
Qui lo scultore Josep Maria Subirachs ha reso omaggio ad Antoni Gaudí donando alla figura dell’evangelista Giovanni che si trova a sinistra le sembianze dell’architetto, così pure con la forma dei caschi dei soldati, evocando i camini di Casa Milà, La Pedrera.
Il livello intermedio si conclude con il Soldato Longino che tira la sua lancia contro Gesù. L’artista ha voluto che la spada entrasse nella pietra della basilica, riproducendo la ferita umana.
Il livello superiore narra la morte e la sepoltura di Gesù anticipata nella prima scena dai soldati che si giocano a dadi le sue vesti.
La scena principale è la crocifissione. Gesù è appeso alla croce. La particolarità è che questa croce è posizionata in modo orizzontale. Realizzata in ferro la parte frontale della stessa riproduce la lettera “I”, dipinta in rosso: simboleggia l’iscrizione INRI.
In questa scena compaiono nuovamente le tre Marie, San Giovanni e un teschio, simbolo della morte e del Goldota.
In alto a destra una luna piena che rappresenta la notte, l’oscurità che avvolge la scena nel momento della morte di Cristo. 
Al di sopra c’è una scultura in bronzo riproducente il velo del tempio di Gerusalemme che si lacera in due parti alla morte di Gesù mentre sul fondo della scena una cavità, il luogo sepolcrale pronto per ricevere il nazareno.
All’estrema destra abbiamo la scena della sepoltura. Qui sono presenti le figure di Giuseppe di Arimatea e Nicodemo che depositano il corpo di Gesù nella tomba alla presenza della Vergine Maria e di un uovo, simbolo della resurrezione. 
La firma dell’artista Subirachs in questo enorme quadro tridimensionale è proprio nel volto di Nicodemo.

La facciata della Passione, un capolavoro in nome della storia della Chiesa.

Una volta usciti dal recinto della Sagrada potrete continuare ad ammirare la parte alta della facciata della Passione.
Scorgerai i mille particolari del frontone del portico dedicato ai patriarchi biblici e ai profeti. Sono 18 ossa bianche che creano una sorta di galleria distaccata dalla basilica.
Ai suoi lati due figure di animali: a sinistra il leone di Giuda, vincitore della morte, e a destra l’agnello del sacrificio di Abramo.
Con un buon zoom della tua macchina fotografica o dello smartphone puoi scorgere i nomi dei patriarchi e dei profeti che nel progetto hanno sostituito i bassorilievi delle loro figure.
È l’unica parte della facciata in marmo bianco. Simboleggia la corona di Jesus Nazarenus, rex ludœorum, esattamente come riportato nei capitelli al cui centro troviamo il simbolo di San Pietro. 
Al di sopra incontriamo lo Spirito Santo ispirata a una colomba di forma astratta. Ma la nostra attenzione sarà rapita dalla scultura di 7,5 metri collocata sopra a questa corona di marmo bianco.
È la Croce gloriosa, già presente nei progetti di Antoni Gaudí.
“Questa massiccia croce rocciosa rappresenta Cristo risorto e, sottolinea la vittoria sulla morte”. Queste sono le parole dell’artista poiché il corpo crocefisso non è più sulla croce ma più in alto, tra le due torri con la statua dell’Ascensione di Gesù.

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Foto personali by SARA BOLOGNINI @sarabolognini_photo
Web Master ANDREA MAGRI | andreamagri.net

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