LA PEDRERA

La straordinaria Casa Milà di Antoni Gaudí

Tutte le info per visitare
l’ultimo edificio dell’Architetto di Dio

Visitare Casa Milà - La Pedrera

UN ENORME EDIFICIO GRIGIO, UN MONOLITO CON FINESTRE E BALCONI, CHE ABBRACCIA UN INTERO ANGOLO DI ISOLATO SUL PRESTIGIOSO VIALE DEL LUSSO, PASSEIG DE GRÀCIA .
Casa Milà comunemente chiamata La Pedrera è l’emblematico edificio di Antoni Gaudí che regna sovrana su Passeig de Gràcia incuriosendo ogni singolo passante. Dov’è finito lo schema del Piano Cerdà che rendeva tutti uguali gli edifici di Barcellona? E cosa cela questa enorme pietra che sembra modellata dal vento e dal mare?

 

Come arrivare?

Passeig de Gràcia, 92
METRO L2 VIOLA / L3 VERDE 
fermata DIAGONAL
BUS 7, 16, 17, 22, 24, H10, V15
BARCELONA BUS TURISTIC linea Rossa e Blu
A PIEDI a 20 minuti da Plaça Catalunya

 

Come si prenota?

Clicca qui sotto e segui le istruzioni.
Stampa la email di conferma ordine e presentati 10 minuti prima dell’orario prenotato. I possessori di biglietto ridotto devono avere un documento di attestazione.

Visita La Pedrera, quale scegliere?

L’acquisto del INGRESSO RAPIDO ti permette entrare nell’ultima casa modernista di Antoni Gaudí. Salire in terrazza e vivere un paesaggio lunare e godere di una vista privilegiata sull’Eixample di Barcellona e poi scendere visitando l’Espai Gaudí nella soffitta, gli interni di un appartamento arredato come lo stile del ‘900 imponeva alle classi borghesi. Infine arriverai nei due cortili per cogliere ogni singolo particolare dell’idea architettonica dell’architetto.
Acquistando il ticket d’ingresso con le NIGHT EXPERIENCE non solo visiterai la casa ma sulla terrazza vivrai uno spettacolo audiovisivo – mapping con proiezioni emozionanti, che troverai anche nei due cortili. Inoltre visiterai l’Espai Gaudí e ti sarà servita una spumeggiante coppa di Cava con i dolcetti di cioccolata.

Sono tornate le serata di Jazz sulla terrazza de La Pedrera. Fino al 30 luglio ogni venerdì sera per vivere fra amici uno show con grandi artisti.

ATTENZIONE GLI ORARI SONO RIDOTTI FINO A NUOVA COMUNICAZIONE. VENERDÌ - SABATO e DOMENICA dalle ore 9:00 alle 18:30 ultimo ingresso ore 17:30. NIGHT EXPERIENCE dalle 20:40 alle 22:00 AUDIOGUIDA italiano, catalano, spagnolo, francese, inglese, tedesco, cinese, giapponese, coreano, russo e portoghese. DURATA circa 1 ora GRATUITO fino a 12 anni accompagnato da un adulto. 7 - 12 / studenti / magg. 65 ANNI / disabili  ridotto

Hai cambiato programma e la prenotazione non ti serve più?
Nessun problema. Purché non utilizzata puoi richiedere il rimborso devi scrivere una email a:
reservas@barcelonaturisme.com indicando il numero di ordine che trovi nel voucher arrivato via email all'atto della prenotazione.

La storia di Casa Milà - La Pedrera

Siamo negli anni in cui Antoni Gaudí aveva appena inaugurato Casa Batlló, con in mano il progetto per il rivoluzionario Park Güell e da poco più di vent’anni stava seguendo il cantiere della Sagrada Familia.

La borghesia catalana, attratta dall’espansione urbana maturata grazie al Piano Cerdà, iniziò ad accaparrarsi alcuni dei palazzi dell’Eixample soprattutto intorno al viale che collegava la città con Vila de Gràcia. Qui avranno vita i migliori interventi di ristrutturazione di quei “blocchi” omogenei tra loro e uniformi per linee e stile. Appunto, nel 1906 l’industriale tessile Batlló poté iniziare a vivere con la sua famiglia dopo aver dato carta bianca ad Antoni Gaudí per il rifacimento del suo palazzo al civico 43 di Passeig de Gràcia
Passeig de Gràcia in una foto del 1900 su gentile concessione Sig. Ugo Manzoni www.historiagrafica.com
I coniugi Pere Milà i Camps, ricco uomo d’affari e proprietario di numerose industrie tessili, e Roser Segimon i Artells, borghese dal solido portafoglio, godevano di una condizione finanziaria e sociale molto privilegiata che vollero esibire con un palazzo elegante, riconoscibile, all’avanguardia e lussuoso.
Per questo motivo nel 1905 acquistarono un enorme lotto su Passeig de Gràcia individuando in Antoni Gaudí l’unico architetto barcellonese capace di poter elevare il loro prestigio e immagine per mezzo della sua singolare e già affermata arte.
Una foto d'archivio dei coniugi Milà

La controversa storia di Casa Milà

Come già accaduto per le sue precedenti costruzioni, Gaudí fu contestato più volte dall’amministrazione comunale in quanto molte caratteristiche del progetto per Casa Milà non rispettavano le norme previste nel Piano Cerdà.
Una colonna della facciata non concordava con l’allineamento del palazzo in quanto sporgeva sul marciapiede di un metro […] e la mansarda superava in altezza i limiti massimi consentiti dalla legge.
Se il genio civile impugnava all’architetto simili evidenze, Gaudì – sarcastico e indomabile -, rispose alle autorità con le seguenti parole:
“Diles que si quieren cortaremos el pilar como si fuera un queso y en la pulida superficie restante esculpiremos una leyenda que diga: ‘Cortado por orden de l’Ayuntamento según acuerdo de la sesión plenaria de tal fecha’ “.
tradotto: “se così si vuole taglieremo il pilastro come se fosse formaggio e, nella superficie rimasta scolpiremo un’iscrizione che dica: ‘Tagliata per ordine del Municipio secondo l’accordo della sessione plenaria di tale data’ “.
Alla fine la colonna non fu mutilata e pure la questione relativa alla mansarda fu risolta facendo osservare che essendo un edificio monumentale, non si era obbligati a rispettare rigorosamente le ordinanze comunali. 
Particolare di una foto storica con il cantiere di Casa Milà (1908)

La Semana Tragica e l'addio del cantiere

Anche Casa Milà – La Pedrera non è stata terminata da Antoni Gaudí. Un terzo evento portò l’architetto a non completare la costruzione dell’edificio, seppur al termine mancavano solo lavori di finitura – che furono completati dai suoi collaboratori.

La simbologia religiosa che Gaudí aveva previsto per Casa Milà, ovvero un enorme gruppo scultoreo in bronzo dorato da collocare in cima al palazzo, riproducente la Vergine del Rosario, non ebbe mai luogo. Durante l’ultima settimana di luglio del 1909, denominata la Settimana Tragica, Barcellona e altre città catalane furono teatro di sanguinose contestazioni contro l’esercito da parte delle classi operaie supportate da anarchici, comunisti e anticlericali.
Per questo motivo i coniugi Milà rinunciarono prudentemente a questo monumento mariano evitando la furia iconoclasta dei rivoltosi scambiando l’edificio per un convento.
Ne nacque una animata disputa e alla fine Antoni Gaudí si persuase abbandonando il progetto di decorazione e infine del cantiere. Furono i suoi collaboratori Jujol e Clapés a terminare ciò che oggi conosciamo e che dal 1969 è stato dichiarato monumento storico – artistico e dal 1984 inscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Barcellona in fiamme durante la Semana Tragica del luglio 1909

Visitiamo insieme Casa Milà

Il lotto acquistato dalla famiglia Milà consta di 1.620 metri quadrati che si sviluppa in altezza per cinque piani intorno a due cortili: uno circolare e uno rotondo. La poetica gaudiana è ovunque: dal seminterrato, al loft e nella terrezza, questo palazzo esula da ogni altra concezione architettonica avendo una sua propria anima

La facciata di Passeig de Gràcia che si prolunga su Carrer de Provença sembrano fondersi grazie alla dinamica e alla continuità con forme plastiche e assenza di linee rette e spigoli.
Questo edificio ci permette di parlare della visione poetica di Gaudí dove la pietra grezza, lavorata e modellata ci fa percepire un’onda, ma che da l’idea di una roccia emersa dalle acque e che nel corso di eventi geologici è stata modellata dalla forza erosiva del mare e del vento.
Proprio per questi connotati Casa Milà è nota con il soprannome di “La Pedrera” ovvero cava di pietra, dove le finestre sembrano delle grotte naturali. A differenza di Casa Batlló, con i suoi esuberanti colori e ricercati materiali colpendoci nell’immaginario con sogni e favole, per poter comprendere meglio questo “grezzo edificio” dobbiamo leggere il commento di Luca Quattrocchi, emerito professore del Dipartimento di scienze storiche e culturali dell’Università di Siena:
Gaudí dà vita a una successione ritmica e fluttuante di ondulazioni, sporgenze e nicchie, dove si assiste alla più completa e totale negazione della linea retta a favore di corposità serpeggianti “che segnano inquietanti percorsi […] di un mondo fossile che sembra pulsare di vita propria. 
E non ha alcuna esitazione a imporre alla città la sua forza visionaria.
La facciata di Casa Milà nella parte che si estende su Carrer de Provença
L’uso del telaio interno in ferro come “laterizio armato” è alla base della struttura permettendo ampi spazi privi di intermezzi, mentre nei balconi questa tecnica serve per supportare le lastre di vetro garantendo l’illuminazione ottimale dei piani sottostanti.
Visitare Casa Milà oltre a essere un viaggio all’interno dell’immaginazione gaudidana è anche un passo storico molto preciso. Siamo all’inizio del XIX secolo e i connotati stilistici dell’art nouvau, che qui si chiama Modernismo catalano sono sinonimo di lusso e benessere. Una volta arrivati nei cortili interni inizierete a respirare un’atmosfera magica e le sensazioni avranno sopravvento. 

Questi cortili hanno una precisa funzione di illuminazione e areazione di tutti i cinque piani del palazzo. La libertà di pianta per la negazione di muri portanti interni permette di modulare ogni singolo appartamento a piacere ma sempre ben predisposto alla luce e all’aria. Un approccio progettuale che anticipa le future intuizioni strutturali di Le Corbusier e dei suoi plan libre.
Il cortile interno con la scala padronale

I guardiani della Pedrera

Una volta entrati con la prenotazione online – garantendoti data e orario a tuo piacere, un ascensore ti porterà direttamente sulla terrazza. Probabilmente il miglior modo per iniziare la visita con una vista sull’Eixample tra i più privilegiati. 

Qui ci accolgono i comignoli e alcune torri. Gaudí non concepiva le terrazze con il mero scopo di deposito per laterizi o per stendere la biancheria. Lui voleva che facessero parte dell’edificio e così anche in Casa Milà ha creato opere uniche e fantascientifiche… tanto che George Lucas fu ispirato da questi comignoli per creare i guerrieri di Star Wars.

I cominignoli a volte sono isolati, a volte a gruppi, quasi sempre in trencadis in rivestimento carnoso, quasi crema e coronati da caschi e più volte con simboli e messaggi come l’omaggio di un cuore inciso in direzione di Reus, la città natale di Gaudí, o una lacrima rivolta verso la Sagrada Familia.
C’è chi sostiene che questa sia stata collocata proprio per testimoniare il dispiacere dell’architetto nel vedere la propria opera definitiva e saper di non poterla concludere.
Particolare dei comignoli de La Pedrera

Gli interni di Casa Milà

Gli interni visitabili non sono quelli degli appartamenti della famiglia Milà ma restano comunque una emozione unica: cucine, bagni e saloni degni di riviste patinate con mobili modernisti di primissimo ordine. Mi piace molto affacciarmi dalle finestre e osservare Passeig de Gràcia: quante volte la signora Milà avrà scostato le tende per scorgere la vita su questo splendido viale. 

Le origini di tutto in uno spettacolo imperdibile

Per vivere La Pedrera in un modo del tutto nuovo, scenografico ed emozionante ci sono gli eventi notturni che a partire dalle 20:40 accendono la terrazza e i cortili interni di luci, suoni e immagini con GAUDI’S PEDRERA: THE ORIGINS
L’esperienza di entrare in Casa Milà – La Pedrera, con l’accredito stampa è sicuramente una delle meravigliose occasioni di questo lavoro. Attraversare la gigantesca porta a vetri – la prima così grande a Barcellona e iniziare a scoprire passo dopo passo il racconto delle nuove audio guida geolocalizzate mi ha regalato ancora più emozione.

Un nuovo sistema di audio guida che si sintonizza automaticamente sulla descrizione, lasciandoti le mani libere di fotografare ogni singolo particolare. La Pedrera è esattamente un sogno e nella maggior parte delle volte in cui accompagno i turisti, confermano questa teoria. Ovvero che la Pedrera abbia qualcosa di talmente particolare e unico da sembrare di essere stati proiettati su di un altro pianeta.

Ancora più grande fu l’emozione quando in fase di redazione della mia guida romanzo IO SONO BARCELLONA scrissi alla Fondazione La Pedrera per chiedere l’autorizzazione della foto copertina. Pensavo di dover pagare chissà quante centinaia di euro in royality. In risposta mi mandarono gratuitamente la loro e così ora i guerrieri de La Pedrera, pronti a difendere Barcellona, sono la copertina della mia guida per viaggiare attraverso 12 capitoli romanzati con 12 tour per scoprire Barcellona in ogni suo angolo.

Visita i principali monumenti di Barcellona
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Foto personali by SARA BOLOGNINI @sarabolognini_photo
Web Master ANDREA MAGRI | andreamagri.net

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