LA MAPPA
DI BARCELLONA
NEI SECOLI

2.000 anni di storia
attraverso i cambiamenti urbani della città

Scopri la storia di Barcellona
attraverso le sue mappe...

CONOSCERE BARCELLONA ATTRAVERSO LE SUE DIFFERENTI EVOLUZIONI URBANISTICHE.
TUTTI I SEGRETI PER CAMMINARE NELLA STORIA DELLA CITTÀ ATTRAVERSO XXI SECOLI DI CAMBIAMENTI.

BARCINO: la fondazione dei romani

Se hai già letto LA STORIA DI BARCELLONA hai potuto attraversare più di 4.000 anni di storia conoscendo Ercole o Amilcar Barça e quale dei due sia il legittimo inventore del nome della nostra amata città.
Ma le uniche fonti certe sono quelle archeologiche che ci consegnano un tradizionale insediamento romano.
Sul Monte Tabèr la mia Barca-nona ha preso la classica forma delle colonie romane disseminate in tutto il litoraneo mediterraneo. Uno schema molto semplice delineato da due strade, una più lunga dell’altra che si intersecano a forma di croce. Il decumanum e il cardum. Oggi queste strade sono Carrer del Bisbe e Carrer de la Ciutat per il decumanum e Carrer del Call e Carrer de la Llibreteria per il Cardum. E quella che ora chiamate Plaça di Sant Jaume era l’intersezione di queste due strade, il Forum. Sicuramente la migliore scelta per collocare la sede del comando cittadino che oggi è l’Ajuntament – il Municipio -, e la sede del Governo del territorio catalano, il Palau de la Generalitat de Catalunya.
 
[tratto da pag. 54 IO SONO BARCELLONA ]
 
Fino al XIV secolo tutto intorno alle antiche mura romane è un continuo agglomerarsi di capanne e piccoli edifici di contadini e pastori.
L’espansione politica di Barcellona nel Mediterraneo la portò di fatto ad essere la capitale della monarchia catalano-aragonese tanto che nel 1285 iniziarono i lavori per la costruzione di una nuova cinta muraria. Questa raggiunse a ovest il tratto tra l’attuale Plaça Catalunya fino al monumento di Colombo, proprio davanti al Maremagnum, e a ovest includendo tutto il quartiere che conosciamo come Sant Pere fino al Parc de la Ciutadella.
Proprio in questi secoli fu rafforzata la zona portuaria con la costruzione dei Cantieri Navali Reali rafforzando la potenza della Corona.
Barcellona è un piena espansione militare e territoriale. La sua fama supera ogni mito e leggenda così da richiamare dalle circostanti campagne e province ancora più gente tant’è che intorno al 1400 si iniziò a costruire un nuovo perimetro di mura includendo il Raval con i suoi monasteri e conventi, fino ai Cantieri Navali.
Nel cuore della città le antiche mura romane oramai sono assorbite dagli edifici e l’antico quartiere ebraico, dopo il terribile assalto del 1391, è stato praticamente annullato. 

Le trasformazioni militari del 1700

La rivolta catalana contro la monarchia conosciuta come Guerra dei Segadors, iniziata nel 1640 nel contesto della guerra europea dei Trent’anni, portò alla realizzazione di una precaria fortificazione sul Montjuïc – intorno alla torre Farell -, che precede il castello successivo. Con la sconfitta catalana, nel 1652, il controllo delle mura passò dalla città alla monarchia.

L’impegno catalano con Carlos d’Austria nella guerra di successione non ebbe successo e Barcellona, sconfitta l’11 settembre 1714, subì una dura repressione. Il nuovo re, Filippo V aveva abolito la Generalitat e il Concell de Cent con il decreto della Nueva Planta, che pose fine all’autogoverno. 
Aveva anche demolito il quartiere della Ribera, per costruire una cittadella che, insieme a un nuovo castello sul Montjuïc, avrebbe controllato la città.
La sconfitta politica non poté però impedire che l’impulso economico ereditato dal secolo precedente si traducesse in grande dinamismo urbano, commerciale e manifatturiero al tempo stesso.  

1859. Nasce la nuova Barcellona

Nel 1848 con l’inaugurazione della linea ferroviaria da Barcellona a Mataró e nel 1854 delle linee per Girona e Tarragona insieme alla stazione di Sarriá – inaugurata nel 1863 -, si determinò il tracciato dell’Eixample. 
Nel 1854, durante il Biennio Progressista, Barcellona aveva finalmente ricevuto l’autorizzazione ad abbattere le mura e nel 1859 lo Stato approva il Piano di Riforma ed Espansione di Ildefons Cerdà, prevedendo una città moderna diffusa in tutta la pianura. 
Nel 1860 ebbe inizio la costruzione della nuova Barcellona, quella che conosciamo oggi, suddivisa in isolati tutti uguali ma che iniziarono a caratterizzarsi con facciate moderniste uniche al mondo. 

L'Eixample, il quartiere Modernista

L’espansione del Piano Cerdà subisce alcune modifiche per la continua e irrefrenabile immigrazione motivata dalla crescente richiesta di operai e manovalanza. 
L’area di contatto con la città vecchia, dove l’idea di un ampio viale era stata sostituita dalla costruzione compatta delle ronde, si rafforza con tre nuove polarità: l’Università, la Plaça de Catalunya e il complesso formato dal Parc de la Ciutadella e El Born.
La demolizione della cittadella militare trovò il suo ruolo urbano consolidandosi con la collocazione dell’Esposizione Universale del 1888.

Barcellona nella prima guerra civile

Tra il 1900 e il 1930 la città era passata da mezzo milione a un milione di abitanti, grazie all’immigrazione attratta dalla crescita industriale e dalle grandi opere urbane. 
La prima linea metropolitana fu inaugurata nel 1924 e l’Esposizione Internazionale – del 1929 -, aveva trasformato la Plaça d’Espanya e le pendici di Montjuïc.
Il rovescio della medaglia della rapida crescita fu la forte disuguaglianza sociale, portando all’estensione di baraccopoli in diverse zone esterne all’espansione urbana.

1992, le Olimpiadi di Barcellona

Tra il 1977 e il 1980 il Comune aveva acquisito numerosi lotti di terreno da vecchie industrie e aree ferroviarie obsolete, approfittando dei prezzi bassi dovuti alla crisi economica. Le aspettative dei cittadini per porre fine alla città grigia e speculativa degli anni della dittatura erano grandi e le prime azioni si erano concentrate nella periferia, mentre si preparavano diverse zone del centro cittadino.
Dal 1986 fu avviata anche la costruzione di nuove infrastrutture usufruendo della concessione dei Giochi Olimpici del 1992. Si rimodella il lungomare dove trova spazio il villaggio olimpico oltre all’importante intervento sulla collina di Montjuïc e all’inizio dei lavori in Plaça de Les Glòries.

Il nuovo Millennio di Barcellona

Dopo la crisi economica della metà degli anni Novanta inizia il rinnovamento urbano all’interno del Poblenou, la vasta area destra dell’Eixample. Le modifiche includono, oltre all’apertura della Diagonal verso il mare, numerosi progetti di riqualificazione puntando verso una nuova area che viene definita @22, ovvero il nuovo piano del Poblenou.
Contemporaneamente, nei limiti municipali con Hospitalet, compaiono progetti metropolitani scollegati, come la Città di Giustizia o l’ampliamento della Fiera di Barcellona.
Restano ancora attivi i grandi interventi urbani del primo decennio del XXI secolo i quali si sono concentrati ad est del territorio comunale, da Plaça de Les Glòries verso la vasta area di Besòs, e verso La Sagrera e Sant Andreu.

Barcellona è una metropoli ricca di quartieri che sono storia di paesi inglobati, insieme ai loro ritmi e tradizioni ma sempre interconnessi all’antico cuore urbano voluto dagli antichi romani…

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CONOSCERE BARCELLONA ATTRAVERSO LE SUE DIFFERENTI EVOLUZIONI URBANISTICHE.
TUTTI I SEGRETI PER CAMMINARE NELLA STORIA DELLA CITTÀ ATTRAVERSO XXI SECOLI DI CAMBIAMENTI.

BARCINO: la fondazione dei romani

Se hai già letto LA STORIA DI BARCELLONA hai potuto attraversare più di 4.000 anni di storia conoscendo Ercole o Amilcar Barça e quale dei due sia il legittimo inventore del nome della nostra amata città.
Ma le uniche fonti certe sono quelle archeologiche che ci consegnano un tradizionale insediamento romano.
Sul Monte Tabèr la mia Barca-nona ha preso la classica forma delle colonie romane disseminate in tutto il litoraneo mediterraneo. Uno schema molto semplice delineato da due strade, una più lunga dell’altra che si intersecano a forma di croce. Il decumanum e il cardum. Oggi queste strade sono Carrer del Bisbe e Carrer de la Ciutat per il decumanum e Carrer del Call e Carrer de la Llibreteria per il Cardum. E quella che ora chiamate Plaça di Sant Jaume era l’intersezione di queste due strade, il Forum. Sicuramente la migliore scelta per collocare la sede del comando cittadino che oggi è l’Ajuntament – il Municipio -, e la sede del Governo del territorio catalano, il Palau de la Generalitat de Catalunya.
 
[tratto da pag. 54 IO SONO BARCELLONA ]
 
Fino al XIV secolo tutto intorno alle antiche mura romane è un continuo agglomerarsi di capanne e piccoli edifici di contadini e pastori.
L’espansione politica di Barcellona nel Mediterraneo la portò di fatto ad essere la capitale della monarchia catalano-aragonese tanto che nel 1285 iniziarono i lavori per la costruzione di una nuova cinta muraria. Questa raggiunse a ovest il tratto tra l’attuale Plaça Catalunya fino al monumento di Colombo, proprio davanti al Maremagnum, e a ovest includendo tutto il quartiere che conosciamo come Sant Pere fino al Parc de la Ciutadella.
Proprio in questi secoli fu rafforzata la zona portuaria con la costruzione dei Cantieri Navali Reali rafforzando la potenza della Corona.
Barcellona è un piena espansione militare e territoriale. La sua fama supera ogni mito e leggenda così da richiamare dalle circostanti campagne e province ancora più gente tant’è che intorno al 1400 si iniziò a costruire un nuovo perimetro di mura includendo il Raval con i suoi monasteri e conventi, fino ai Cantieri Navali.
Nel cuore della città le antiche mura romane oramai sono assorbite dagli edifici e l’antico quartiere ebraico, dopo il terribile assalto del 1391, è stato praticamente annullato. 

Le trasformazioni militari del 1700

La rivolta catalana contro la monarchia conosciuta come Guerra dei Segadors, iniziata nel 1640 nel contesto della guerra europea dei Trent’anni, portò alla realizzazione di una precaria fortificazione sul Montjuïc – intorno alla torre Farell -, che precede il castello successivo. Con la sconfitta catalana, nel 1652, il controllo delle mura passò dalla città alla monarchia.

L’impegno catalano con Carlos d’Austria nella guerra di successione non ebbe successo e Barcellona, sconfitta l’11 settembre 1714, subì una dura repressione. Il nuovo re, Filippo V aveva abolito la Generalitat e il Concell de Cent con il decreto della Nueva Planta, che pose fine all’autogoverno. 
Aveva anche demolito il quartiere della Ribera, per costruire una cittadella che, insieme a un nuovo castello sul Montjuïc, avrebbe controllato la città.
La sconfitta politica non poté però impedire che l’impulso economico ereditato dal secolo precedente si traducesse in grande dinamismo urbano, commerciale e manifatturiero al tempo stesso.  

1859. Nasce la nuova Barcellona

Nel 1848 con l’inaugurazione della linea ferroviaria da Barcellona a Mataró e nel 1854 delle linee per Girona e Tarragona insieme alla stazione di Sarriá – inaugurata nel 1863 -, si determinò il tracciato dell’Eixample. 
Nel 1854, durante il Biennio Progressista, Barcellona aveva finalmente ricevuto l’autorizzazione ad abbattere le mura e nel 1859 lo Stato approva il Piano di Riforma ed Espansione di Ildefons Cerdà, prevedendo una città moderna diffusa in tutta la pianura. 
Nel 1860 ebbe inizio la costruzione della nuova Barcellona, quella che conosciamo oggi, suddivisa in isolati tutti uguali ma che iniziarono a caratterizzarsi con facciate moderniste uniche al mondo. 

L'Eixample, il quartiere Modernista

L’espansione del Piano Cerdà subisce alcune modifiche per la continua e irrefrenabile immigrazione motivata dalla crescente richiesta di operai e manovalanza. 
L’area di contatto con la città vecchia, dove l’idea di un ampio viale era stata sostituita dalla costruzione compatta delle ronde, si rafforza con tre nuove polarità: l’Università, la Plaça de Catalunya e il complesso formato dal Parc de la Ciutadella e El Born.
La demolizione della cittadella militare trovò il suo ruolo urbano consolidandosi con la collocazione dell’Esposizione Universale del 1888.

Barcellona nella prima guerra civile

Tra il 1900 e il 1930 la città era passata da mezzo milione a un milione di abitanti, grazie all’immigrazione attratta dalla crescita industriale e dalle grandi opere urbane. 
La prima linea metropolitana fu inaugurata nel 1924 e l’Esposizione Internazionale – del 1929 -, aveva trasformato la Plaça d’Espanya e le pendici di Montjuïc.
Il rovescio della medaglia della rapida crescita fu la forte disuguaglianza sociale, portando all’estensione di baraccopoli in diverse zone esterne all’espansione urbana.

1992, le Olimpiadi di Barcellona

Tra il 1977 e il 1980 il Comune aveva acquisito numerosi lotti di terreno da vecchie industrie e aree ferroviarie obsolete, approfittando dei prezzi bassi dovuti alla crisi economica. Le aspettative dei cittadini per porre fine alla città grigia e speculativa degli anni della dittatura erano grandi e le prime azioni si erano concentrate nella periferia, mentre si preparavano diverse zone del centro cittadino.
Dal 1986 fu avviata anche la costruzione di nuove infrastrutture usufruendo della concessione dei Giochi Olimpici del 1992. Si rimodella il lungomare dove trova spazio il villaggio olimpico oltre all’importante intervento sulla collina di Montjuïc e all’inizio dei lavori in Plaça de Les Glòries.

Il nuovo Millennio di Barcellona

Dopo la crisi economica della metà degli anni Novanta inizia il rinnovamento urbano all’interno del Poblenou, la vasta area destra dell’Eixample. Le modifiche includono, oltre all’apertura della Diagonal verso il mare, numerosi progetti di riqualificazione puntando verso una nuova area che viene definita @22, ovvero il nuovo piano del Poblenou.
Contemporaneamente, nei limiti municipali con Hospitalet, compaiono progetti metropolitani scollegati, come la Città di Giustizia o l’ampliamento della Fiera di Barcellona.
Restano ancora attivi i grandi interventi urbani del primo decennio del XXI secolo i quali si sono concentrati ad est del territorio comunale, da Plaça de Les Glòries verso la vasta area di Besòs, e verso La Sagrera e Sant Andreu.

Barcellona è una metropoli ricca di quartieri che sono storia di paesi inglobati, insieme ai loro ritmi e tradizioni ma sempre interconnessi all’antico cuore urbano voluto dagli antichi romani…

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