SANT JORDI,
Oltre la leggenda...

Il santo patrono della Catalunya,
tra storia, leggenda e arte.

La storia di Sant Jordi,
il santo più celebrato in Europa.

A BARCELLONA LA SUA ICONOGRAFIA È RICONOSCIBILE OVUNQUE E SE CAPITATE DA QUESTE PARTI IL 23 APRILE VIVRETE UNA FESTA INCREDIBILE…
Questa storia inizia in Cappadocia…
Nella regione dell’Asia Minore, oggigiorno riconoscibile nella Turchia, al tempo dell’Imperatore Tiberio (14-37 d.C.).
Era appena stata convertita in provincia romana e negli stessi anni ebbe vita un movimento monastico.
Intorno al 300 d.C. un soldato romano di nome Jordi morì per non aver rinunciato e rinnegato la sua fede cristiana. 
Due righe. Ecco la biografia del santo martire Giorgio.
Non si sa veramente nient’altro e nemmeno come venne martirizzato.
L’unico testimone cristiano, Fruttuoso – successivamente vescovo di Tarragona – è stato pure lui martirizzato proprio all’interno dell’anfiteatro romano di Tarraco. 
Nella società romana importava veramente poco della vita e delle eventuali testimonianze di coloro i quali sono morti in nome di un Dio non riconosciuto dall’Imperatore.

Sant Jordi in Catalunya: un legame millenario, senza tempo...

San Giorgio è un personaggio che accompagna l’evoluzione storica della Catalunya fin dalle sue fondamenta.
Nel 1032 l’abate Oliba gli dedicò un altare nella chiesa del monastero di Santa Maria de Ripoll.
E nel XIII secolo re Jaume I lo invocò nelle preghiere d’aiuto durante le sue campagne d’espansione della corona catalana.
Sappiamo da fonti certe che fu il Pietro III d’Aragona detto il Cerimoniere a fondare la Confraternita dei Cavalieri dell’Ordine di Sant Jordi ed è documentato che gli Almogavar, i soldati della corona d’Aragona lo cantavano nel mezzo delle battaglie per la riconquista iberica. 
Così la passione, l’amore e la fede verso Sant Jordi crebbe in ogni angolo della contea catalana.
Ma San Giorgio non è venerato così tanto solo in Catalunya. È un santo popolare in tutta Europa.
In Grecia, Georgia, Russia, Lituania, Austria, Inghilterra, Portogallo… tanto anche in Italia. 
Ma dove risiede questa enorme attrazione verso il cavaliere – martire?
Il fascino di San Giorgio è nell’essere un combattente e pure vincitore?
Oppure la gente vede in St. George il saper prendere una decisione di coraggio e generosità necessari per fare il bene comune e vincere il male?
Che il bene prevalga sul male in tutte le leggende è cosa comune, ma la presenza di Sant Jordi nel tessuto catalano è a dir poco qualcosa di unico e spettacolare.
La Catalunya, un territorio non privo di difficoltà millenarie, ha più di tutti esaltato non solo la credenza del Santo stesso, ma le sue virtù.
Sant Jordi è un personaggio presente in egual misura alla parte religiosa in testi letterati, nell’architettura, nelle arti in generale… e pure nella pubblicità! Non ci credete?
Nell’era moderna, in Catalunya grazie al movimento chiamato Renaixença il Santo prende il podio come emblema maggiormente raffigurato, raccontato e tramandato. 
Il ruolo di Sant Jordi nel nuovo millennio ha lo stesso valore di prima facendoci riflettere e chiamandoci a superare ostacoli e battute d’arresto e soprattutto a non arrenderci per pigrizia, incostanza, paura, mancanza di immaginazione o di generosità. In quale missione?
Nel compito di diventare un popolo dignitoso e rispettato nel mosaico dei popoli del mondo

Parola di Jordi Pujol, Presidente del la Generalitat de Catalunya – anno 1980-2003.

La leggenda di Sant Jordi e il Drago.
Dalla Liguria in tutto il mondo.

Il famoso racconto di come Sant Jordi uccise il Drago entrando nel cuore di mezza Europa ebbe inizio grazie a Iacopo da Varazze, arcivescovo di Genova, nel 1264.
Jordi, originario della Cappadocia al servizio dell’esercito romano, durante un viaggio in una provincia siriana viene a sapere della presenza di un drago che terrorizza le genti. 
Per calmare la sua ferocia il drago era stato convinto nel graziarsi di due pecore al giorno. Ma presto l’allevamento terminò e il re della provincia accettò la sostituzione delle due pecore con un cittadino o cittadina. Ogni giorno.
Una estrazione a sorte a esclusione dei capo famiglia, fin quando tutti i giovani della regione furono uno dietro l’altro sacrificati.
Ma venne il giorno in cui fu la unica figlia del re a dover raggiungere il sacrificio. 
Il re non tardò nel supplicare il Drago: “prendi il mio oro, il mio argento e metà del mio regno, ma lascia che mia figlia possa essere salvata da una morte così orribile”
Le madri e i padri avendo perso i loro figli insorsero contro quel compromesso da vero codardo. Il re diede un ultimo saluto alla figlia avviandosi al luogo del quotidiano sacrificio.
San Giorgio attraversando i territori si accorse 
Ma venne il giorno in cui fu la unica figlia del re a dover essere sacrificata.
Il re non tardò nel supplicare il Drago: “prendi il mio oro, il mio argento e metà del mio regno, ma lascia che mia figlia possa essere salvata da una morte così orribile”
Le madri e i padri, avendo perso i loro figli, insorsero contro quel compromesso da vero codardo. Il re diede un ultimo saluto alla figlia che iniziò il suo cammino al luogo del quotidiano sacrificio.
In quel frangente apparve San Giorgio che vedendo la ragazza in lacrime e disperata si fece raccontare le motivazioni e lo avvertì di andarsene altrimenti il Drago avrebbe ripreso a insidiare il regno.
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Foto personali by SARA BOLOGNINI @sarabolognini_photo
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